2048, il gioco virale di un diciannovenne italiano



Gabriele Cirulli racconta di averlo ideato per ammazzare il tempo libero di un weekend, prendendo spunto da altri giochi simili. Eppure 2048, il puzzle web, è riuscito, in meno di tre settimane, a catalizzare l’attenzione degli internauti collezionando nove milioni di giocatori che hanno giocato qualcosa come cento milioni di partite. Un successo che offusca i numeri di altri giochi online studiati da nomi eccellenti del panorama informatico.

La formula di 2048 è semplice quasi quanto è complicato risolvere il rompicapo. Nella griglia quattro per quattro bisogna spostare i numeri, tutti multipli di due. Quando due numeri uguali finiscono affiancati, si sommano. Il traguardo finale è arrivare ad avere in una casella il numero 2048. Tanto semplice a dirsi quanto difficile a farsi al punto che lo stesso Cirulli ammette con candore di non averlo ancora risolto, anche se ci è andato vicino, raggiungendo la soglia 1024 mentre solo l’un percento delle partite finisce con la vittoria del giocatore.

I più accaniti giocatori di 2048 sembrano essere gli statunitensi con quasi 400.000 visite il giorno, seguiti dai cinesi e dai brasiliani, rispettivamente oltre quota 220.000 e 110.000. Confermando la citazione biblica “Nemo profeta in patria” gli italiani si piazzano “solo” diciassettesimi con poco più di 12.500 visite il giorno. Per il diciannovenne della provincia di Gorizia il primo sintomo del successo sono stati i followers su Twitter, passati in pochi giorni da 100 a oltre ottomila ma anche le centinaia di messaggi di posta elettronica che lo ringraziano e gli propongono offerte di lavoro.

Da 2048 Gabriele Cirulli non vuole denaro, gli bastano le poche centinaia di euro raccolte con le donazioni spontanee, e non vuole nemmeno notorietà rifiutando sistematicamente interviste in radio e in TV e mantenendo perfino segreto il nome del paese dove vive con i genitori e dove lavora come freelance per lo sviluppo di progetti web. Il suo curriculum, mai scritto, è di tutto rispetto. Sembra che abbia creato per gioco, partendo dagli appunti d’informatica della madre, la sua prima pagina web quando frequentava ancora le elementari.

Da allora fino a 2048 le tappe importanti sono state il diploma all’istituto tecnico locale, lo sviluppo di videogiochi e l’attività attuale svolta rigorosamente da casa. Per i progetti futuri esclude, per ora, di proseguire gli studi all’università e pensa di valutare le centinaia di proposte di consulenze, collaborazioni e lavori a tempo indeterminato con calma.

2048