Antivirus: cosa fare con i falsi positivi



Avete mai sentito parlare dei falsi positivi, in ambito informatico? Spesso tale problema si verifica in relazione alla scansione della memoria effettuata da un antivirus ed in alcuni casi possono esserci delle conseguenze per la macchina su cui si sta lavorando.

Cominciamo dal principio! Second Wikipedia è questa la miglior definizione possibile di falsi positivi legata all’informatica:

<<in statistica il falso positivo è il risultato di un test che porta erroneamente a rifiutare l’ipotesi sulla quale esso è stato condotto. Più in generale, in qualunque ambito in cui si presenti una decisione predittiva binaria (positivo o negativo), un falso positivo indica la scelta a torto di positivo, ovvero un falso allarme. Un esempio in informatica è un antivirus che considera erroneamente dannoso un programma innocuo. In statistica questo errore del test è detto errore di primo tipo. L’altro possibile errore è quello di secondo tipo, che genera falsi negativi>>.

Traducendo, dunque, il fenomeno dei falsi positivi rapportato ad un Antivirus non è null’altro che un falso allarme. A questo punto occorre capire di quale antivirus ci serviamo. Avast, ad esempio, di solito è molto efficace sull’analisi del web ma, ogni tanto, segnala come allarme alcune pagine web che in realtà sono tranquillamente visitabili. In questo caso basta sorvolare ed entrare tranquillamente sul sito.

Il livello di tollerabilità di Firefox, invece, è dovuto alle scelte dell’utente in fase di settaggio del browser. Se avete scelto un settaggio molto accorto, non vi basterà che aggiungere un’eccezione per il sito specifico che intendete visitare se siete sicuri della sua bontà. A voi la scelta.

 

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