Bitcoin in Italia: facciamo il punto



La scorsa settimana l’approfondimento del Tg3 marca Rai ha dedicato un lungo approfondimento al Bitcoin in Italia, una pratica che non è ancora arrivata a buon punto anche se un primo emendamento è arrivato in Parlamento lo scorso 17 gennaio e diversi negozi sia fisici che on line si sono detti più volte interessati.

Questa la definizione che Wikipedia da di questa interessantissima novità virtuale:

<Bitcoin è una moneta elettronica creata nel 2009 da un anonimo conosciuto con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto, implementando un’idea dello stesso autore presentata su Internet a fine 2008. Il nome Bitcoin si riferisce anche al software open source progettato per implementare il protocollo di comunicazione e la rete peer-to-peer che ne risulta. A differenza della maggior parte delle valute tradizionali, Bitcoin non fa uso di un ente centrale: esso utilizza un database distribuito tra i nodi della rete che tengono traccia delle transazioni, e sfrutta la crittografia per gestire gli aspetti funzionali come la generazione di nuova moneta e l’attribuzione di proprietà dei bitcoin.

La rete Bitcoin consente il possesso ed il trasferimento anonimo delle monete; i dati necessari ad utilizzare i propri bitcoin possono essere salvati su uno o più personal computer sotto forma di portafogli digitali, o mantenuti presso terze parti che svolgono funzioni simili ad una banca. In ogni caso, i bitcoin possono essere trasferiti attraverso Internet verso chiunque disponga di un indirizzo bitcoin. La struttura peer-to-peer della rete Bitcoin e la mancanza di un ente centrale rende impossibile per qualunque autorità, governativa o meno, di bloccare la rete, sequestrare bitcoin ai legittimi possessori o di svalutarla creando nuova moneta. Bitcoin è una delle prime implementazioni di un concetto definito cryptocurrency, descritto per la prima volta nel 1998 da Wei Dai su una mailing list>>.

E’ evidente che in Italia la strada è ancora lunga da percorrere, ed è altresì evidente che bisognerà fare i conti con molte associazioni a difesa della moneta contante.

 

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