Canone Speciale Rai: chi deve pagare e chi no



Quella del Canone Rai è una scure che attraversa l’Italia da oltre sessant’anni. La discussione spesso è stata strumentalizzata dagli aspiranti liberali per campagne stampa al vetriolo finalizzate alla presa del potere e non sempre ha riguardato tutti le argomentazioni poste pro oppure contro il suo pagamento.

Il Canone, tutto sommato, è una sorta di tassa che i cittadini italiani dovrebbero pagare per il servizio di intrattenimento televisivo, un contributo che – insieme agli introiti pubblicitari – permette al servizio pubblico di esistere.

Nei primi anni ’90, però, questo principio è stato messo in discussione dalle tv commerciali e non tutti hanno capito che, con una tv libera dalla pubblicità, forse anche l’informazione sarebbe stata più libera di quanto non lo è oggi. Tant’è… ormai di Canone si parla sempre di più anche perché, con l’avvento dei canali Rai sul web, non ha più nemmeno tanto senso parlare di non possesso della televisione.

Basta una connessione ad internet, infatti, per vedere tutti i programmi Rai. Proprio per questo oggi ci si interroga su chi debba pagare il Canone e chi invece no. La Rai ha cercato di dipanare i dubbi con il cosiddetto Canone Speciale, facendo arrabbiare non pochi utenti.

Tutti i possessori di partita IVA in possesso di un PC, infatti, dovranno corrispondere una cifra superiore ai 400 Euro. Un esempio calzante dei destinatari del Canone Speciale è rappresentato dalla categoria degli albergatori che, anche tramite web, possono fornire l’utilizzo della tv ai propri clienti. Ecco un estratto del comunicato della Rai:

<<Vi informiamo che le vigenti disposizioni normative impongono l’obbligo del pagamento di un canone speciale a chiunque detenga, fuori dall’ambito familiare, uno o più apparecchi atti o adattabili – quindi muniti di sintonizzatore – alla ricezione delle trasmissioni televisive, indipendentemente dall’uso al quale gli stessi vengono adibiti>>.

 

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