Chromebook: l’anno della riscossa?



Potrebbe essere il titolo di un film di fantascienza, ma è una realtà che potrebbe diventare una spina del fianco anche di Microsoft. Il recente ingresso di un altro grande nome, stiamo parlando di HP, nell’ecosistema “Chromebook” impone una riflessione su cosa possa diventare il sistema operativo Chrome OS già nel corso di quest’anno.

Quando Big G lanciò la sua idea di un sistema operativo e dei portatili che avrebbero dovuto montarlo, molti osservatori pensarono che si trattasse solo di un altro “esperimento” di Mountain View che poco avrebbe potuto nei confronti dei giganti Microsoft e Apple. Molti, addirittura, avevano pronosticato una vita breve ai Chromebook relegandoli in una nicchia dell’universo del mondo dei portatili. Si diceva che, in fondo, Chrome OS non è nient’altro che un browser e poco di più.

Oggi quella nicchia inizia a crescere con un crescente interesse da parte dei consumatori e con 2.000 scuole che hanno adottato Chrome OS per le attività didattiche portando le vendite dei Chromebook a valori interessanti, superiori al cinque per cento del volume complessivo dei portatili. Una notizia diffusa da un altro colosso, Asus, proprio durante il lancio di Windows 8.

Le specifiche del nuovo HP Pavilion Chromebook la dicono lunga sulla visione di Palo Alto sul sistema operativo Chrome. Un display da 14 pollici per una visione confortevole, uno spessore inferiore a un pollice (25 mm) e un peso inferiore a due chili lo rendono veramente portatile, anche se magari si utilizza solo per una video conferenza che, grazie alla webcam HP TrueVision HD, dà il meglio in tutte le condizioni di luce. Per il resto solo quello che serve in modo da poterlo, comunque, collegare alle periferiche necessarie.

Dopo Samsung e Acer anche i grossi nomi dell’hardware si stanno lanciando nell’avventura Chrome OS che da un lato porta notevoli vantaggi agli utenti in materia di velocità, semplicità d’uso e trasportabilità del sistema e dall’altro porterà, sicuramente, a Google altri introiti. Usando Chrome OS, infatti, gli utenti utilizzeranno sempre più servizi di Big G che riuscirà, come il solito, a trasformarli in denaro.

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