Cloud Computing: Apple o Google?



Cloud Computing. Quando abbiamo iniziato a parlarne probabilmente nemmeno noi ci aspettavamo un evoluzione così veloce delle cose. Ne sanno qualcosa ad esempio gli utenti Microsoft, che potrebbero veder arrivare al più presto Office 365 e ancor di più lo sanno tutti quelli che negli ultimi mesi si sono avvicinati ad iCloud di Apple
Del resto si sa, l’azienda di Cupertino ama arrivare sempre per prima ed, ovviamente, anche con questa nuovissima tecnologia è stata di parola. Come spesso accade, ora che, soprattutto tramite Android, Google è riuscita a fare breccia anche nel cuore degli appassionati di Apple, il dubbio di tanti lettori ed utenti è relativo a quale operatore scegliere per avvicinarsi al mondo del cloud.
Certo, forse sarebbe bene che tutti si avvicinassero con cautela a questa grande novità e provassero a comprendere bene le implicazioni relative alla tutela dei propri dati personali e del proprio materiale. Parliamoci chiaro: la possibilità che offre il cloud computing è, da un dato punto di vista, notevole: poter smaterializzare il proprio lavoro e ritrovarlo da qualsiasi postazione, è qualcosa di inimmaginabile fino a poco tempo fa.
In questo modo potrebbero andare in pensione migliaia di memorie esterne di diverso tipo. Ma a che prezzo? Essendo una novità, infatti, non è ancora tutto ben chiaro e, dunque, non è dato sapere se i nostri materiali virtuali potrebbero poi finire alla mercé di chiunque.
Del resto, già il fatto che Apple o Google o chi per essi possano avere accesso ai nostri dati personali ed al frutto del nostro lavoro, non è proprio una cosa positiva. Così come non lo è che la stessa cosa la facciano i social network. Arrivati a questo punto, ci si attende che sia la Legge a disciplinare un contesto ancora troppo pieno di dubbi.