Digital Divide Italia 2013



In Italia si parla da anni di Digital Divide. Ha fatto molto clamore la dichiarazione del Ministro dell’Istruzione il quale, pochi giorni fa, ha affermato che entro il prossimo anno ogni aula scolastica avrà un computer. Uno! Sarebbe questo il modo per ridurre il gap che allontana l’Italia dalle altre potenze economiche internazionali?

Che dire, cari lettori… alle ipocrisie della nostra cara Italia ci siamo abituati un po’ tutti. Al centro Europa al giorno d’oggi sono pronti a mandare ogni ragazzo in classe con tablet e libri digitali, la rete LTE è già arrivata ad essere efficiente e l’apprendimento viene sviluppato servendosi dell’innovazione tecnologica in maniera oculata.

In Francia, ad esempio, ogni adolescente ha diritto ad un pc portatile da utilizzare per lo studio e può sfruttare modalità di connessione oltre modo veloci ed a basso costo. E poi c’è l’Italia… l’ipocrisia non sta tanto nel fatto che si parla, finalmente, di dotare ogni classe di un computer portatile (in realtà ci vorrebbe un tablet per ogni postazione), quanto nel fatto che i grandi investimenti dello Stato continuano andare verso la direzione opposta a quella di un reale sviluppo del paese.

Perché i fondi destinati alla TAV fra Torino e Lione, ad esempio, non vengono destinati all’istruzione? E’ più importante spendere miliardi per perforare una montagna guadagnando appena mezz’ora di tempo per andare da Torino a Lione, oppure riqualificare le fatiscenti strutture scolastiche e digitalizzare l’istruzione così da investire seriamente sulla formazione dei nostri ragazzi?

Domande da anni senza risposta… lo sviluppo dell’LTE va a rilento, i fondi per la scuola pubblica sono sempre meno ma non preoccupatevi: l’anno prossimo ci sarà un pc in ogni classe! Magari un bel 486, ve lo ricordate?