Dipendenza da Web: esiste davvero?



Le cose cambiano e la dipendenza dal web, che fino a poco tempo fa era solo uno spauracchio sbandierato ai quattro venti più per paura che per un disagio concreto, è stata invece dimostrata in maniera oggettiva ed attendibile.

Pochi giorni fa, infatti, a Milano si sono conclusi i lavori del primo congresso internazionale sui disturbi di dipendenza da Internet (Internet Addiction Disorders) ed ivi si sono poste le basi per affrontare in maniera netta e decisa il problema.

Si è detto in primis che la dipendenza del web esiste eccome e, soprattutto, si presenta in maniera multiforme perché molteplici sono le offerte che la rete propone agli utenti (la pornografia, ovviamente, balza in vetta alla classifica). Il problema, in prima analisi, è molto semplice da spiegare: chi soffre di dipendenza dal web non sa passare dalla rete alla realtà vera e propria.

Sotto questo punto di vista, ca va sans dire, i social network non hanno fatto che peggiorare la situazione. Gli addetti ai lavori dell’ Internet Addiction Disorders sono arrivati a teorizzare che la dipendenza dal web porti all’utente un istantaneo senso di soddisfazione paragonabile a quello dato dagli stupefacenti: la facilità di stabilire contatti con altri e la protezione data dallo schermo permettono soprattutto alle persone più timide di trovare nel web la loro vera soddisfazione diventando, di fatto, vittime di una vera e propria dipendenza.

Affrontare seriamente il problema vuol dire fare formazione ad un uso consapevole di internet a partire dalle scuole di basso livello. I più giovani, infatti, nascono già con lo smartphone fra le mani e questo non va bene.

 

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