Dropbox vs SkyDrive: la sicurezza



Fino a pochi anni fa nessuno – a parte i più esperti – aveva mai sentito parlare di strumenti come Dropbox e SkyDrive. Da quando, invece, si è iniziato a parlare incessantemente di cloud computing, le cose via via sono cambiate e nomi come quelli appena citati, insieme ad altri, sono balzati agli onori della cronaca. Inoltre, l’argomento pian piano si è spostato sul loro livello di sicurezza.

Dropbox, ad esempio, altro non è che un software multipiattaforma cloud based in grado di fornire un servizio di file hosting e sincronizzazione di dati attraverso il web. Una piccola rivoluzione insomma, quasi come avere una memoria usb sempre dietro senza nemmeno guardarla. Dropbox è disponibile per Windows, Mac OS X, Linux, iOS, BlackBerry OS e Android, dunque utilizzabile in quasi ogni tipo di situazione ed attraverso svariati dispositivi diversi.

La sicurezza, secondo gli sviluppatori, è garantita dal fatto che il sistema si basa su di un protocollo crittografico SSL in cui i file inseriti (e consultabili solo tramite password) sono crittati attraverso AES. E’ possibile utilizzare il servizio attraverso il Web utilizzando il proprio browser o con il driver locale installato sul Pc.

Al momento il sistema si dice capace di offrire ai suoi utenti circa 8 petabyte di spazio virtuale. Ovviamente la sicurezza dell’utente è data dalla password, ma ancora è difficile capire quanto il sistema sia vulnerabile anche perché al momento sono allo studio normative internazionali in materia di privacy sul web.

Discorso analogo è quello relativo a Windows Live SkyDrive, il servizio di Microsoft noto per essere un hard disk virtuale accessibile dal web. Il fatto che, in partenza, occorra possedere un Windows Live ID per accedere al servizio, preoccupa di più la comunità di internauti perché attraverso W Live i propri dati personali sono più facilmente rintracciabili.