F-Secure a un anno dalle rivelazioni di Snowden.



È trascorso appena un anno da quando Edward Snowden, con le sue rilevazioni, ha fatto esplodere la bolla “Data Gate” e, mentre nel nostro paese iniziano a diffondersi voci tutte da verificare in merito a intercettazioni illecite sugli utenti Vodafone, F-Secure, uno dei leader mondiali in materia di privacy e sicurezza informatica, ha deciso di rendere pubbliche le considerazioni di Mikko Hypponen, esperto di sicurezza e Chief Research Officer di F-Secure, sull’impatto del cosiddetto “Effetto Snowden”.

Sicuramente, come rileva F-Secure, le rivelazioni di Snowden hanno avuto il positivo effetto di aumentare l’attenzione del pubblico sull’uso che è fatto delle informazioni e dei dati che, consapevolmente o inconsapevolmente, forniscono utilizzando internet, PC, smartphone e tablet. I temi caldi della tecnologia, della sicurezza dei dati e della privacy sono oggetto, a livello globale, di un dibattito che coinvolge non solo gli specialisti del settore ma anche giuristi, economisti e politici.

Secondo l’esperto di sicurezza di F-Secure, fin dalle prime rilevazioni di Snowden, siamo stati messi davanti al fatto compiuto che le nostre attività sui servizi che usiamo quotidianamente (Google e Apple) sono sorvegliate. Se alcune rivelazioni, come le intercettazioni di Angela Merkel e di altri capi di governo o l’uso di malware per colpire i target anche industriali può far parte delle “normali” attività di servizi come l’agenzia statunitense NSA, scoprire che la britannica GCHQ sia arrivata anche a spiare le persone durante chat via webcam è addirittura sconvolgente.

Uno dei meriti dell’effetto Snowden è stato cambiare l’approccio delle aziende di sicurezza nei confronti dei problemi dei clienti. Negli ultimi dodici mesi, per esempio, in F-Secure ci sono stati più cambiamenti di quanti Hypponen ne abbia visto in ventitré anni. “Abbiamo cambiato il nostro look, il nostro slogan e la nostra mission, avviato nuove aree di business e rilasciato molti più nuovi prodotti rispetto a qualsiasi anno precedente, molti dei quali sono focalizzati sulla privacy.”

Giacché la privacy è stata sempre al centro delle attività di F-Secure, l’azienda si è preoccupata di pubblicare un “libro bianco” che spiega come sono raccolti i dati dei clienti che la scelgono per le soluzioni di Internet Security. In questo modo si possono fornire risposte chiare alla crescente richiesta di privacy da parte degli utenti non nascondendo a nessuno il modo in cui i dati raccolti sui sistemi degli utenti sono resi anonimi.

Per assicurare agli utenti non statunitensi la privacy e la sicurezza necessaria per godere serenamente dei servizi, F-Secure, non trovando valide alternative in Europa e ritenendo sua responsabilità fornirne una, ha deciso di entrare nel mercato del cloud storage. Contemporaneamente, come ha sottolineato Hypponen, è il caso che “Le persone comuni non dovrebbero essere preoccupate, dovrebbero essere indignate. Per cambiare le cose serve un processo politico. Votate, parlate ai vostri rappresentanti, fate valere le vostre opinioni e unitevi al nostro movimento.” A questo serve il manifesto #digitalfreedom, un documento in crowdsourcing che sarà usato per promuovere la libertà digitale nel mondo al quel tutti possono partecipare.

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