Facebook e la privacy: nuovi problemi?



Quando si parla del rapporto fra Facebook e la privacy le sorprese non finiscono davvero mai. Sappiamo benissimo che il sito in blu utilizza le informazioni personali degli utenti per arricchire gli elenchi da vendere alle società pubblicitarie e, del resto, sono in primis gli utenti quelli che non fanno che arricchire i propri profili con ogni sorta di dato sensibile.

Ciò che, però, non era nemmeno immaginabile era il fatto che proprio lo staff di Facebook potesse leggere anche ciò che l’utente non scrive.

A quanto pare, da una ricerca effettuata negli Stati Uniti, è emerso che il team di Zuckerberg è in grado di registrare e  tenere in memoria anche i post che l’utente crea come Bozza ma che poi non pubblica. In questo modo Facebook si può impossessare in maniera ancora più vasta di una serie di indicazioni utili per fare indagini di mercato e per spingere gli utenti a pubblicare sempre contenuti maggiori.

La ricerca era stata ideata per altri scopi: l’idea era quella di capire cosa spinge gli utenti ad autocensurarsi ed è apparso palese che, per lo più, gli utenti tendono a cancellare frasi e post scritti in un momento di impeto e che, ovviamente, potrebbero causare danni al tranquillo vivere virtuale.

Proprio lavorando a questi dati ci si è accorti che Facebook in realtà è in grado di conservare anche ciò che gli utenti non pubblicano. Dal quartier generale del sito in blu, ovviamente, minimizzano ma la realtà delle cose è tutt’altra.  L’unica soluzione, del resto, è sparire dal web… ma è possibile?

 

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