Molto è stato detto nei vari blog internazionali in merito alla privacy e Facebook e, addirittura, anche il Garante Italiano è intervenuto sulla questione raccomandando una maggiore attenzione. Ma questa volta il colosso del social network è finito sotto la lente dell’Unione Europea e rischia una multa di un centinaio di migliaia di Euro per aver violato la privacy di un utente.
Tutto inizia nel momento in cui un qualunque utente europeo, per la precisione tale Max Schrems, studente di legge austriaco, ha scoperto che per l’Europa è la sede Irlandese di Facebook a Dublino ad avere la responsabilità dei dati degli utenti del network che risiedono al di fuori del Nord America. Quindi per il social network valgono le leggi europee. A questo punto, facendo appello alla normativa irlandese, che in materia di privacy recepisce i regolamenti comunitari, ha richiesto di conoscere quali informazioni il network possedesse su di lui. La risposta è stato un dossier di ben 1200 pagine in formato PDF, completo di richieste di amicizia, chat, messaggi cancellati e via discorrendo. Insomma pare che su Facebook per quanto si cancellino le informazioni, queste restino nei server, violando apertamente le norme. Ovvia la conseguente denuncia all’Irish Data Protection Commissioner, l’equivalente del Garante per la protezione dei dati personali, che ha avviato un’indagine su Facebook per verificare se, come asserisce lo studente austriaco, Facebook abbia effettivamente violato le norme europee in ben ventidue punti diversi. L’iniziativa dimostra che, a volte, basta l’iniziativa di un singolo per pungolare gli organismi di controllo a intraprendere le azioni necessarie per ristabilire il diritto.