Facebook, un’applicazione per scrivere il nostro status.



La notizia apparsa oggi nel mio lettore di feed mi ha fatto sorridere e ringiovanire di colpo di una quarantina d’anni, ai bei tempi del “Tubulario”, geniale invenzione di Marco Marchi e Pierluigi Morosini, in grado di comporre dieci milioni di frasi da utilizzare in discorsi politici, per fare una dichiarazione d’amore o per commentare un evento sportivo. “What Would I Say”, in italiano “cosa direi io”, è, infatti, un’applicazione per Facebook che, leggendo e analizzando i nostri status sul social network, ne propone uno nuovo.

L’idea, venuta alla luce durante una competizione Hackaton tenuta presso l’Università di Princeton, sicuramente è destinata al successo su Facebook dove, peraltro, gli status del “tubo” non sono certo una novità e dove un programma in grado di “pensare” al posto degli utenti potrebbe anche diventare utile.

Dal punto di vista strettamente informatico si tratta di un piccolo programma che gira direttamente nel nostro browser, senza rischi per la privacy come affermano gli autori, in grado di raccogliere i contenuti che abbiamo pubblicato su Facebook e che, dopo averli scomposti e analizzati, li utilizza per comporre un nuovo “status” scritto utilizzando i termini che usiamo normalmente e che potremo pubblicare, verificando quanti dei nostri contatti ci “cascano”.

I risultati migliori, naturalmente, si ottengono in inglese mentre per gli utenti italiani di Facebook è garantita, quasi al 100%, la generazione di frasi senza nessun senso ed esilaranti che, almeno avranno il merito di farci fare due risate distraendoci da tanti post e commenti irosi e offensivi.

Personalmente ho preferito rispolverare il mio vecchio programmino amatoriale in Turbo Pascal tratto dal “Tubulario della Politica” della Sebino, e, riscrivendolo in Php, ottenere un generatore di frasi da utilizzare per commentare i vari post che parlano di politica. Vediamo quanti fra i miei contatti Facebook si accorgono del trucco.

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