I navigatori più vecchi ricorderanno l’inquietante messaggio che alcuni browser, IE un primis, lanciavano alla prima ricerca web che ricordava loro che quanto cercato poteva essere intercettato e visualizzato da altre persone.
Il problema delle ricerche in internet e delle comunicazioni fra il nostro client e i vari server che interroghiamo rimane uno dei punti cruciali della sicurezza in quanto il protocollo http, efficace nella sua semplicità, può essere intercettato con relativa facilità e altrettanto facilmente interpretato.
Già da tempo BigG aveva annunciato che le ricerche effettuate sulla versione internazionale, google.com, avrebbero utilizzato la crittografia SSL in modo da rendere più sicure e non interpretabili sia le richieste al motore di ricerca sia le risposte ricevute. In un recente post sul blog italiano di Google è stato annunciato che l’utilizzo di https è stato esteso anche alle versioni localizzate nelle diverse lingue del motore di ricerca e di conseguenza, come i più attenti avranno già notato anche alla versione italiana.
Per accedere alla versione dotata di Secure Socket Layer, questo il significato della sigla SSL, bisogna accedere al motore di ricerca eseguendo preventivamente il login con il proprio account di Google e da quel momento in poi tutte le richieste fatte a google e tutte le risposte ricevute avranno vantaggi della connessione cifrata ad alta efficacia con chiavi a 128 bit.
La cifratura prima della trasmissione della pagina sul web rende molto difficile per i malintenzionati osservare le informazioni scambiate sul web e si rivela particolarmente interessante quando si utilizzano Wi-Fi pubbliche o private o connessioni sulle quali non è possibile avere la certezza della sicurezza.






























