Google contro la pedopornografia



Continua la campagna di Google contro la pedopornografia: in via generale Big G ha già cambiato molto per ciò che riguarda i criteri di ricerca a mezzo web ma, a quanto pare, c’è ancora molta strada da fare.

Fino a qualche anno fa, infatti, arrivare ad immagini porno attraverso Google era facilissimo. Oggi Big G ha deciso di dare un freno a tutto ciò ed acquisire un maggior valore agli occhi del mondo intero. In quest’ottica vanno collocate le ultime dichiarazioni dell’Executive chairman di Google, Eric Schmidt, il quale tramite il Daily Mail ha affermato che Google ha in pratica messo a punto un nuovissimo algoritmo in grado di bloccare le ricerche relative a materiale pedopornografico su internet.

L’algoritmo si occupa più precisamente di rendere totalmente inaccessibili sia video che foto qualora dovessero ritrarre abusi sessuali perpetrati ai danni di minori ed originati da oltre cento mila tipologie differenti di query.

L’iniziativa prende il via in seguito alle parole del primo ministro inglese il quale riprese Google a causa di una scarsa attenzione nella prevenzione di tale problematica. Insieme a Big G anche la Microsoft è corsa ai ripari facendo in modo che buona parte delle dinamiche relative alla ricerca web cambiassero in maniera radicale.

Il problema della pedopornografia negli ultimi giorni è tornato in vigore anche e soprattutto in Italia a causa del clamore suscitato dall’arresto del disturbatore delle dirette tv, Paolini. Proprio a causa sua negli ultimi giorni si sono moltiplicate le trasmissioni televisive relative al dolore dei bambini. Dolore che, tra l’altro, non dovrebbe mai essere strumentalizzato.

 

 

manette2