Hard Disk, con il laser saranno velocissimi.



I primi hard disk erano enormi, con capacità limitate e lenti, lentissimi anche se, rispetto ai vecchi sistemi a nastro magnetico, portavano notevoli vantaggi. Trattandosi di un componente con parti meccaniche in movimento (il piatto che gira, la testina magnetica che si muove sulla superficie) la velocità di lettura e scrittura è limitata da fattori fisici oltre i quali non si può andare. Per capire i limiti dei dischi attualmente usati bisogna fare prima una premessa.

Semplificando al massimo possiamo dire che i dati sono memorizzati nell’hard disk nei “domini”, microscopiche sezioni magnetizzate della superficie del piatto. Secondo il verso della magnetizzazione del dominio possiamo avere un valore zero o uno che può essere utilizzato per comporre le sequenze di dati che si traducono in informazioni. Naturalmente la testina deve essere posizionata dove sappiamo esserci i dati, leggere o scrivere l’informazione e spostarsi sul dominio successivo.

Fino ad oggi per aumentare la velocità di trasferimento dati di un hard disk, oltre che migliorare le interfacce elettroniche, si è aumentata la velocità di rotazione del piatto che, purtroppo, comporta un incremento del calore generato dal disco e che, in alcuni casi, richiede addirittura sistemi di raffreddamento dedicati. Oggi i ricercatori del Politecnico di Eindhoven hanno messo a punto un nuovo metodo basato su laser che non solo renderà gli hard disk mille volte più veloci ma aprirà anche la strada verso i futuri chip ottici.

Senza spingerci in dettagli di fisica quantistica e di polarizzazione degli elettroni diciamo solo che i ricercatori olandesi sono riusciti, utilizzando impulsi laser di durata infinitesimale, a cambiare in un verso o nell’altro le proprietà magnetiche della superficie di memorizzazione in tempi brevissimi: 100 milionesimi di miliardesimo di secondo, mille volte più veloce di quanto può fare una testina magnetica.

Naturalmente si tratta di una tecnologia sperimentale che non vedremo molto presto nei nostri hard disk ma che apre nuove frontiere per tutta l’informatica. In fondo, quando 44 anni fa vidi il primo Seagate ST-506 da cinque MB, gridai al miracolo e pensai che non avrei visto in vita mia dischi da più di 100 MB!

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