Le connessioni pubbliche WiFi sono sicure?



Gli Hot Spot per il WiFi gratuito non sono più una novità, specie in gran parte d’Europa. Bruxelles, Londra, Parigi… in un modo o nell’altro tutte le grandi città del Vecchio Continente riescono ad offrire l’accesso alla rete in maniera semplice e gratuita anche perché, come ha tuonato l’Unione Europea,  internet deve essere considerato essenziale alla stregua dei beni di prima necessità proprio perché strumento di sapere e, quindi, di maggior benessere per la popolazione.

Il WiFi in Italia è diffuso gratuitamente soltanto in maniera sporadica dallo Stato o, più semplicemente, dai Comuni. Troppi sono gli interessi degli operatori di telefonia mobile perché il WiFi gratuito possa diventare davvero di dominio pubblico.

Sempre più spesso, però, capita che tanti locali, bar e quant’altro mettano a disposizione la propria connessione ai consumatori. Con una password, cioè, si accede ad una rete condivisa con la quale poter navigare utilizzando i propri device. Qual è il livello di sicurezza di questo tipo di connessioni? Domanda da un milione di dollari… anche e soprattutto perché non esiste una risposta univoca.

Le connessioni cosiddette pubbliche, infatti, sono sicure almeno fin quando chi le offre non decide di avere scopi poco nobili. In questi casi, dunque, è bene utilizzare il WiFi soltanto per necessità urgenti come la ricerca di un indirizzo oppure casi simili.

E’ utile, invece, non introdurre dati personali di accesso ad aree riservate o, peggio ancora, a conti bancari. Uno dei detti più diffusi al mondo recita: fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. Lungi dall’essere qualunquisti, è sempre meglio però avere gli occhi aperti!

 

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