Linux: è necessario l’antivirus?



Dopo l’attacco virus subito da Apple, possibile che sia rimasta soltanto la piattaforma Linux ad essere immune dai virus? Cerchiamo di fare chiarezza. Tutti sappiamo che, specie con l’avvento ormai ventennale del web, virus e malware si sono diffusi a dismisura nei nostri pc in particolare se equipaggiati con Windows.

Fino a pochi mesi fa, invece, il sistema operativo della Apple era considerato a prova di bomba: dopo l’attacco subito dal virus Flashback non è più così! Dunque, che fare? Molti sono convinti che l’unica soluzione è l’utilizzo di piattaforma Unix, magari con sistema operativo Ubuntu.

Cari lettori, partiamo da un presa di coscienza: è possibile creare un virus per Linux, anche perché in campo informatico nulla è impossibile. Il problema degli hacker è che la procedura è lunga e molto complessa e, inoltre, deve essere pensata per puntare ad un sistema utente molto particolare e poco diffuso.

Gli unici scopi che possono giustificare un tale dispiego di energie sono finalità puramente strategiche e ben lontane dalle piccole scaramucce legate ai virus pensati per sistemi operativi a larga diffusione. Per questi motivi possiamo affermare con relativa tranquillità che Linux è sostanzialmente immune da virus e malware e per questo un antivirus ad esso dedicato è pressappoco inutile.

Installarlo, però, può essere utile per fronteggiare l’attacco di una serie di virus che, seppur non operativi su Linux, possono comunque intasare il sistema operativo dedicato alla piattaforma stessa. Dunque, a voi la scelta: se siete utenti particolarmente zelanti, allora meglio premunirsi e stare ancora più sicuri.