Lungi da me entrare nel merito del perché e del percome si sia arrivati a dover varare questa manovra finanziaria straordinaria di fine estate. Penne autorevoli stanno spargendo i classici fiumi d’inchiostro in pareri favorevoli o sfavorevoli alla proposta del Governo approdata in queste ore nell’aula del Senato.
Ma la cosa è che questa decisione del Governo è in contrasto con quanto deciso, alcuni anni fa, dal Governo di considerare i dati relativi ai redditi “accessibili solo da parte di chi vi abbia uno specifico interesse”. Delegando il compito di decidere se pubblicare o no tali dati all’Ente comunale, si rischia di sottoporre a trattamenti differenti cittadini che, magari, abitano di fronte, divisi da una stradina intercomunale. Ovviamente restano irrisolti i problemi di chi e come dovrà materialmente pubblicare tali dati. Ultimo commento, ma non ultimo per importanza, è la mancanza di un parere del Garante della Privacy che già nel 2008 aveva sollevato perplessità sul comportamento dell’Agenzia delle Entrate che aveva pubblicato on line i dati delle dichiarazioni. Insomma si sta organizzando un bel … (scusate mi manca il sinonimo). Salvo che i Saggi Padri Senatori (nell’antica Roma si chiamavano così) non trovino una soluzione.





























