Microsoft e Windows Phone: via libera al jailbreak



Microsoft ha dato da qualche giorno il via libera, in via ufficiale, all’utilizzo del software homebrew per il proprio sistema operativo mobile Windows Phone, chiedendo la collaborazione delle stesse persone che, mesi fa, crearono il primo tool di jailbreak che consentiva l’installazione di applicazioni senza utilizzare il MarketPlace. A questi sviluppatori -tali Chris Walsh, Rafael Rivera e Long Zheng- la casa di Redmond infatti chiese diplomaticamente di rimuovere il tool dalla rete, onde evitare ripercussioni legali.

Il netto cambiamento di rotta dell’azienda ha portato ad un accordo stipulato da Microsoft con i creatori del tool ChevronWP7, accordo che di fatto sancisce l’istituzione di una piattaforma alternativa e parallela al MarketPlace ufficiale, dove la spesa che uno sviluppatore deve sostenere per distribuire un’applicazione ammonta a 99 dollari l’anno. Con la piattaforma di ChevronWP7 Labs, che è il nome ufficiale dell’iniziativa, bisognerà pagare una tassa tramite Paypal per sostenere i costi, “ma vi assicuro che sarà molto più conveniente rispetto all’App Hub ufficiale”, come dichiara Cliff Simpkins, Senior Product Manager di Windows Phone Developer Experience. L’ammontare di questa tassa non è stato ancora reso noto.

Quello di Microsoft è davvero un grande esempio di cooperazione con la comunità: l’apertura alle applicazioni libere è un’abile mossa commerciale, una sorta di accostamento a quello che è il modus operandi di Android (che prevede il pagamento di una tassa una tantum per la pubblicazione di app sul proprio market, senza limitazioni di sorta sul codice). Ben differente invece dal modello Apple, costantemente in lotta contro le applicazioni non approvate e i vari exploit per il proprio sistema.