Phishing: la Polizia Postale sventa una truffa da 60.000 euro.



La tempestività della denuncia e le rapide indagini della Polizia Postale hanno consentito di assicurare alla giustizia, in sole due settimane, i quattro autori di una truffa internet che, con il collaudato sistema del phishing, erano riusciti a sottrarre 63.000 euro dal conto corrente dell’Opera Salesiana di Bologna. La denuncia era partita lo scorso 28 febbraio, quando i religiosi si sono accorti che dal loro conto corrente erano stati eseguiti due bonifici sconosciuti.

A essere accusati del phishing, tecnicamente si parla di truffa telematica e accesso abusivo al sistema informatico, sono tre ucraini residenti a Roma e un italiano di Piacenza. Per quest’ultimo gli inquirenti stanno cercando di chiarire la posizione, perché potrebbe trattasi di un complice involontario che ha commesso l’imprudenza di rispondere a un annuncio di lavoro che prometteva rapidi guadagni.

L’operazione della Polizia Postale di Bologna ha portato al blocco del conto corrente di Piacenza, sul quale erano stai versati 3.000 euro provenienti dal phishing e al sequestro di 50.000 euro già prenotati per il ritiro in contanti proprio nel pomeriggio del 28 febbraio. Gli altri 10.000 euro erano stati già versati e prelevati con due carte prepagate che, comunque, sono state immediatamente bloccate e ritirate al primo tentativo di utilizzo.

Il fenomeno del phishing, come ha sottolineato il dirigente del compartimento di Polizia Postale di Bologna Geo Ceccaroli, cresce di pari passo alla diffusione dell’home banking. Nel 2012 le denunce di truffe informatiche di questo tipo erano state 11.000 che, nel 2013 sono salite a 13.700, con un aumento del 20%, per un importo complessivo di circa 600.000 euro, la maggior parte dei quali sottratti proprio grazie ad mail fraudolente.

La tempestività della denuncia, sarebbero bastate poche ore di ritardo per veder volatilizzata la somma, ha consentito il lieto fine della vicenda. Per gli utenti rimangono valide le semplici regole della prudenza e del controllo dei sistemi che si usano per accedere al conto online: controllo della connessione SSL, non rispondere a messaggi di posta elettronica che ci chiedono username e password del conto o ci rimandano alla pagina di accesso (di solito un clone dell’originale) e non fidarci di chi offre rapidi guadagni con un semplice lavoro in internet.

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