Portata utenti Facebook: quanto valgono i “mi piace” e le condivisioni



Si ritorna a parlare di Facebook giacché sono sempre più numerosi gli studi portati avanti da organizzazioni autonome grazie ai quali è possibile rendersi conto di ciò che il sito in blu riesce a fare con un semplice I Like It o con una condivisione link.

A segnalare il pericolo, almeno in Italia, fu una puntata del programma Report condotto da Milena Gabbanelli dal titolo: Il Prodotto Sei Tu. Già nel 2008 la Gabbanelli – vincitrice, tra l’altro, del referendum a 5 Stelle per la Presidenza Della Repubblica – si preoccupò di mostrare agli utenti come, in primis, i propri dati personali e le proprie immagini fossero gestite dagli organi di Facebook a proprio uso e vantaggio specie nei rapporti con le grandi società pubblicitarie internazionali.

Al giorno d’oggi, dunque, molti sono gli studi ufficiali dai quali risulta facile seguire e studiare i gusti e le preferenze degli utenti stando a guardare tutti gli I Like It e le condivisioni. Molte società, infatti, realizzano pagine su cui apporre i propri Mi Piace proprio allo scopo di ottenere consensi da poter poi rivendere in ottica pubblicitaria.

Una pagina con buona visibilità sarà infatti più appetibile e più interessante in ottica commerciale. Facebook, dunque, non può essere considerato un semplice social network ma una vera e propria piazza telematica su cui avvengono transazioni commerciali di una certa entità.

Il problema, in fin dei conti, non è tanto tale consapevolezza quanto la chiarezza che, spesso, manca. I più giovani, in particolare, finiscono per essere ingranaggi di questo sistema senza rendersi conto di quanto davvero valga il loro Mi Piace.

 

MarkZuckerberg