Sexting, il pericolo corre sul Web.



Personalmente sono convinto che nella vita e, di conseguenza, sul web ognuno sia libero di fare quello che preferisce, purché non leda la libertà e i diritti degli altri. Il fenomeno del sexting, lo scambio di foto e video dai contenuti piccanti, inizia, però, ad assumere dimensioni preoccupanti in quanto si sta diffondendo fra i giovani e i giovanissimi che lo trovano divertente senza preoccuparsi minimamente delle implicazioni di carattere sociale e dei rischi penali che si corrono, mentre i genitori, colpevolmente ignari, non immaginano e non controllano che cosa facciano i loro figli quando sono davanti al computer.

I numeri dell’indagine del MOIGE svolta su un migliaio di studenti della scuola elementare, media e superiore e presentata alla vigilia del “Safer Internet Day” sono a dir poco preoccupanti. Sono sei su dieci gli adolescenti nella fascia di età fra i quattordici e i venti anni che hanno candidamente dichiarato di aver praticato il sexting e, per giunta, di aver trovato divertente inviare, ricevere e condividere contenuti piccanti senza essere sfiorati dal dubbio di violare la legge diffondendo materiale pedopornografico.

Se da un lato si può pensare che sia stata la diffusione dei dispositivi mobili a favorire la crescita del fenomeno del sexting negli ultimi anni (i numeri ci parlano, in sostanza, di un raddoppio), ritenuto un fenomeno normale fra amici, partner ma anche con sconosciuti, bisogna anche tener dell’assoluta mancanza di controllo da parte di genitori e educatori che troppo spesso, di fronte a fatti che occupano, purtroppo, le pagine della cronaca, si dichiarano all’oscuro di tutto e incapaci di agire.

Sexting e cyber bullismo vanno, purtroppo, di pari passo. I contenuti “caldi” possono fare, sul web, il giro del mondo in pochi minuti esponendo, nel migliore dei casi il protagonista, consapevole o ignaro, alle presse in giro e, purtroppo sempre più spesso, alle minacce e ai ricatti dei coetanei e dei conoscenti. Senza dilungarmi sulle conseguenze psicologiche e legali, che lascio a persone più qualificate, il fenomeno del sexting rileva se non l’indifferenza almeno l’assoluta ignoranza delle famiglie sull’uso che i minori fanno d’internet.

Il controllo della famiglia, infatti, copre a malapena le attività internet dei bambini fra i sei e i dieci anni dove i genitori supervisiona le attività del 70% del campione. Salendo con l’età diminuisce il controllo degli adulti che, nella fascia dai quattordici ai venti anni arriva a coprire due adolescenti su dieci. Sono troppi, il 35%, i genitori che non si pone nemmeno il problema del tempo che i figli trascorrono su internet e non hanno mai pensato di limitarlo installando o facendo installare i programmi in grado di monitorare il tempo e la qualità della navigazione web degli adolescenti.

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