Dopo essere stato duramente bacchettato per aver firmato un protocollo d’intesa con Microsoft Nichi Vendola, anzichè metterci la classica pezza, ha lanciato quella che più che una provocazione sembra essere una vera rivoluzione.
La proposta di legge, redatta in collaborazione con l’assessore Nicola Frantoiani prevede che nelle prossime gare di appalto per l’acquisizione di software vengano privilegiate le soluzioni software open-source a parità di prestazioni di quelle con licenza onerosa. Lo scopo, nelle parole di Nichi Vendola, è di dare a cittadini e pubbliche amministrazioni la possibilità “…di poter godere del diritto a comunicare e a essere informati…senza che questo diritto sia sequestrato dalle grandi multinazionali che fanno pagare l’accesso al circuito informativo e comunicativo e decidono loro quali sono i binari su cui devono camminare le informazioni”.
Oltre al risparmio, nei conti pubblici della regione, ipotizzato di circa un milione di euro l’anno per sistemi operativi e software bisogna tener conto del nuovo impulso all’economia del settore sia per l’indotto creato dalla formazione, sia, e sopratutto, per le notevoli opportunità di business per le aziende del settore informatico derivante dalla consulenza, dalle personalizzazioni e dalla creazione di software compatibili.
La proposta pugliese ha riscosso il plauso anche di quelli che , a livello nazionale, si battono per una legge sul software libero per dare seguito alle proposte e le richieste raccolte sul Web.

























