Se il 2012 è stato l’anno in cui il tablet ha avuto la sua definitivaconsacrazione come dispositivo portatile del futuro, è pur vero che i suoiantagonisti più vicini non hanno nessuna intenzione di cedere il passo tantofacilmente. O meglio, più cinicamente è meglio dire che le aziende leader nelsettore dell’informatica hanno tutto l’interesse a rendere ancora appetibilidispositivi come notebook ed ultrabook così da fornire agli utenti due tipologiesimili di prodotto differenziandoli per finalità di utilizzo.
Così, se i tablet oggi si propongono come strumento efficaceper restare in contatto con il mondo ovunque ci si trovi e con tocchi veloci, inotebook restano uno strumento di lavoro affidabile e dalla miglioremaneggevolezza in caso di un uso spasmodico della tastiera.
Le caratteristiche peculiari di un tablet comevisualizzazione ed elaborazione veloce di foto, interazione con social networke web searching all’occorrenza, ne fanno uno strumento unico nel suo genere inquanto a facilità di trasporto ed intuitività dei comandi.
Diversamente, ora come ora i notebook si fanno portavoce diun esigenza lavorativa fatta di comodità del dispositivo ed una buonavisibilità su di uno schermo di media grandezza. C’è, inoltre, da dire che itablet hanno dalla loro parte una migliore resa delle immagini e dei colori chene fanno un ottimo strumento per lo svago ed il divertimento pur nondimenticando il lavoro che, tramite un iPad ad esempio, può essere svolto invia eccezionale tramite applicazioni ad hoc nel caso in cui fossimo in ritardoper l’ufficio et similia.
Del resto, poi, la maggiore o peggiore utilità di uno strumentodipende soprattutto dall’uso che un utente medio ne fa. Ed i tablet, ora comeora, rappresentano anche una sorta di bene di consumo emozionale.






























