L’hanno ribattezzata “Hackerville” ma avrebbero fatto meglio a chiamarla “Crackerville” giacché nelle gesta dei cyber criminali che vi operano, non c’è nulla di eticamente corretto. Parliamo di Râmnicu Vâlcea una cittadina Romena di poco più di 110 mila abitanti nel distretto di Vâlcea ai piedi dei Carpazi che è salita agli “onori” delle cronache come capitale mondiale delle truffe sul web.
Secondo quanto riportato dal quotidiano francese “Le Monde” alle “gesta” di questi moderni discendenti del conte Dracula si stanno attivamente interessando i “federali” statunitensi che, nella persona del direttore generale dell’FBI, chiedono al governo centrale di prendere provvedimenti urgenti per contrastare il fenomeno che coinvolge in modo pesante i cittadini americani.
Dal suo canto i responsabili degli interni romeni si sono mosso creando addirittura la Brigata Speciale “Vlad l’Impalatore” che tenta di contrastare l’opera dei criminali con perquisizioni e veri e propri rastrellamenti. Da poco più di un mese altri venticinque cyber criminali accusati di varie truffe digitali negli Stati Uniti, in Francia, Svizzera, Austria e Germania sono stati arrestati nel corso di un’operazione della Brigata Speciale. Il più vecchio aveva trentacinque anni, il più giovane diciotto. Nella loro roccaforte, il quartiere di Ostroveni sono ormai abituati alle visite delle forze dell’ordine e alle domande dei giornalisti. Lo spaccato di società che ci arriva dalle cronache è di una città con oltre venti uffici della Western Union per il trasferimento internazionale di denaro, numerosi locali notturni sempre affollati di giovani che vanno in giro a bordo di auto di lusso. I pirati informatici sono quasi tutti laureati, senza altro lavoro e senza altre opportunità. Ma ventitré di loro, arrestati lo scorso luglio, avevano truffato migliaia di cittadini statunitensi portando a casa qualcosa in più di quindici milioni di euro.


























