Windows XP a tre settimane dalla fine del supporto



Sebbene annunciato da sei anni, il termine del supporto Microsoft al sistema operativo Windows XP rischia di provocare seri danni, specie se si considera che i pirati informatici stanno accumulando e si stanno scambiando informazioni sulle vulnerabilità che giorno dopo giorno vengono scoperte. XP, nato nel 2001, secondo notizie riportate dal Financial Time, “gira” ancora sul 95% degli sportelli Bancomat e sul 40% dei PC degli utenti privati e, secondo il Washington Post, sul 10% circa di quelli utilizzati nei vari uffici dell’amministrazione USA.

Se per le aziende e gli utenti privati, il problema è di facile soluzione, basta isolare i PC che usano ancora Windows XP dalla rete internet, il problema diventa serio e non più procrastinabile per gli sportelli bancomat e per tutti i computer delle amministrazioni pubbliche che trattano dati strategici e sensibili che potranno diventare un facile bersaglio per i pirati informatici con rischi addirittura superiori a quando fu interrotto il supporto a Windows 95 e 98.

Timothy Rains, direttore della sicurezza dei computer di Microsoft ha dichiarato, nel corso di un convegno che “La probabilità di aggressioni di Windows XP nei confronti degli utenti che usano Windows 7, Windows 8 e Windows Vista è del 100% superiore”. Per evitare i rischi Microsoft ha da qualche tempo attivato un servizio che può aiutare a risolvere i problemi della migrazione con un sito internet dedicato (www.windowsxp.it) e con un numero telefonico dove sarà possibile avere informazioni e supporto.

In queste ultime ore si è diffusa la notizia che, in attesa di migrare i loro sportelli ATM da Windows XP a Windows 7 o Windows 8, un gruppo di banche inglesi ha siglato un accordo con Redmond per estendere il supporto di XP per altri tre anni dietro versamento di una cifra che pare aggirarsi intorno al centinaio di milioni di dollari.

Su queste pagine abbiamo già da tempo sollevato il problema del termine del supporto di Windows XP mettendo gli utenti che ci seguono in condizione di scegliere e programmare con relativa calma le azioni da intraprendere prima dell’otto aprile. Azioni che, a quanto riferisce la stampa internazionale, sono ancora da essere programmate da parte delle banche e delle pubbliche amministrazioni.

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