Digital Divide addio: arriva il Super Wi-Fi

Il fenomeno del digital divide, quello per il quale nel 2010 in Italia solo una famiglia su tre poteva contare sulla connettività a banda larga (almeno 1,2 Mbps) e solo una su due poteva collegarsi a internet, rimane molto dibattuto, al punto che Stefano Rodotà aveva addirittura proposto di aggiungere all’articolo 21 della nostra carta costituzionale la frase: “Tutti hanno eguale diritto di accedere alla Rete Internet, in condizione di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e che rimuovano ogni ostacolo di ordine economico e sociale.”

Purtroppo la nostra geografia fisica e la distribuzione della popolazione non consentono, a tutt’oggi di portare in modo economicamente conveniente, la banda larga in centinaia di borghi e frazioni che devono ricorrere, se tutto va bene, alla connettività UMTS oppure a quella EDGE/GPRS e in alcuni casi addirittura a quella con modem. Se mettiamo nel conto anche che molto spesso, ancora oggi, il famigerato ultimo chilometro (e magari solo quello) è realizzato con cavo sotto piombo, con relativi fruscii e perdite di segnale, si capisce che la situazione futura non è rosea non ostante gli impegni sulla carta dei gestori. Oggi, fortunatamente, si vede la luce alla fine del tunnel. Infatti, lo IEEE (Institute of Electrical and Electronics Engineers) ha annunciato di aver completato lo standard IEEE 802.22, il Super Wi-Fi che consente di realizzare le WRANs Reti regionali senza fili. Lo standard utilizza gli spazi bianchi non utilizzati dai network televisivi, già pubbliche e non assegnate sulle quali potranno viaggiare miliardi di bit per secondo e su aree con un raggio di circa 100 chilometri con una velocità di 22 Mbps e senza interferenze con le frequenze televisive contigue.

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