Digital Divide e banda larga: interviene Rodotà

In tempi di crisi è necessario tagliare tutte le spese superflue, quelle che piuttosto che portare vantaggi alla comunità, piccola come una famiglia o grande come una nazione, servono solo a soddisfare bisogni voluttuari.

In Italia, com’è noto, solo una famiglia su tre ha la connettività internet a banda larga mentre una su due non è collegata in internet. I vari piani per coprire il divario digitale esistente fra diversi comuni d’Italia ma, anche, e più spesso di quanto s’immagini, all’interno dello stesso comune e perfino dello stesso quartiere o strada, si sono arenati davanti alle difficoltà finanziarie con il congelamento dei fondi stanziati adducendo a motivo la crisi globale che ha attanagliato il paese. Ma la diffusione di Internet può essere considerata una spesa voluttuaria, da evitare in tempo di crisi? Secondo Stefano Rodotà, ex Garante per la Privacy e noto giurista, non è possibile “giocare con gli investimenti sulla banda larga” visto che il Web ha creato posti di lavoro e continua a creare ricchezza. Rodotà, intervenuto a Roma all’iniziativa “Happy Birthday Web”, ha aggiunto nel suo intervento: “In Francia esiste un viceministro per l’economia digitale. Io mi accontenterei di molto meno” e, continuando ha spiegato che “Il web può essere considerato un bene comune globale per due motivi” ricordando ai presenti che “Il web a disposizione di tutti vuol dire che tutto ciò che c’é nel web, cioè un bagaglio di conoscenza enorme e senza precedenti, può essere utilizzato da tutti a livello personale e collettivo”. Come riferisce l’ANSA Rodotà ha concluso che “L’accesso libero al web favorisce concretamente la partecipazione politica dei cittadini”.

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