Digital Divide: “Senza rete non si fa rete”.

Nell’attuale periodo di crisi economica superare il fenomeno del Digital Divide, puntare sull’innovazione tecnologica e sulla semplificazione potrebbe portare benefici economici al paese e creare nuove opportunità di lavoro, specie per i giovani. Purtroppo l’Italia resta indietro nella diffusione della banda larga e, soprattutto, vede crescere il gap fra le regioni e fra diverse zone produttive della stessa area. A questi problemi è stata dedicata la tavola rotonda “Senza rete non si fa rete” che, organizzata da Cia, Agia e Cittadinanzattiva, si è tenuta ieri nell’aula Aldo Moro di Montecitorio.

Basta la considerazione che ogni anno, come hanno ricordato gli organizzatori, la burocrazia costa ai cittadini italiani circa 4.500 euro a testa ogni anno. La semplificazione burocratica, che passa attraverso l’abbattimento del Digital Divide, con l’uso di strumenti quali la casella elettronica del cittadino, la fatturazione elettronica, i pagamenti online e l’accesso digitale ai documenti e alle pratiche porterebbe una riduzione dei costi della macchina burocratica.

Secondo l’ultimo rapporto ONU che si occupa di connettività, l’Italia è al 57° posto con il 58% circa della popolazione in grado di collegarsi a internet. Purtroppo il Digital Divide aumenta il gap fra il nostro paese ad altri paesi giacché nelle aree rurali solo il 17% della popolazione accede a una connessione a banda larga di buona qualità mentre nelle aree urbane la percentuale sale all’89%. Settori fondamentali per l’economia del paese, l’agricoltura e il piccolo artigianato, soffrono di problemi di connettività e, di conseguenza, di competitività sui mercati.

Se si supera il fenomeno del Digital Divide mettendo a disposizione di imprese e cittadini una vera banda larga si avrebbero innegabili vantaggi, in termini economici e di riduzione della disoccupazione creando nuove opportunità di business e, di conseguenza, nuovi posti di lavoro. Anche la produttività delle aziende potrebbe migliorare grazie a una riduzione dei costi di gestione senza tener conto che una banda larga distribuita sul tutto il territorio nazionale potrebbe attirare investimenti esteri.

Secondo i dati diffusi durante la tavola rotonda “Senza rete non si fa rete” ogni euro investito nel settore ITC genera un incremento del PIL nazionale pari a 1,45 euro. In poche parole l’innovazione può contribuire in modo decisivo al rilancio economico dell’Italia visto il ruolo chiave dell’Agenda Digitale e dello sviluppo delle nuove tecnologie nella crescita e nel rilancio della competitività e dell’occupazione.

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